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SINTESI STORICA DI VALENZANO
Parte Seconda

Dal XI al XV Secolo


A cura di Lino Di Turi



  Indice
  1. Cenni storici sul borgo
  2. All'epoca di Carlo d'Angiò
  3. Possesso di Valenzano intorno al 1443
  4. L'importanza delle mura
  5. Notizie dell'epoca


 

Cenni storici sul borgo

... un certo Giovanni "de loco Ballenzano"

Una delle prime menzioni riguardanti Valenzano, la troviamo in un documento datato a febbraio del 1100 in Conversano, a proposito di un contratto di vendita stipulato tra Goffredo Conte di Conversano, ed il suo collaboratore Melo.

Goffredo vende a Melo una casa, con le relative pertinenze, e nel citare il nome dell'acquirente, il notaio chiarisce che trattasi del figlio di un certo Giovanni "de loco Ballenzano".

Quindi sembrerebbe che nel 1100 Valenzano fosse già noto come centro abitato, ovvero come località con probabili insediamenti sparsi di tipo rurale.

Ciò che emerge dalla lettura di queste carte è la certezza di essere in presenza di un territorio ben caratterizzato sotto l'aspetto della produzione agricola. Infatti l'oggetto prevalente della compravendita nell'agro di Valenzano era costituito da terreni privati a vigneto ed a uliveto o mandorleto.

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Prospetto della chiesa di S. Rocco.


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Panoramica parziale del paese. In evidenza Largo Plebiscito; sullo sfondo: la chiesa di S. Maria di Loreto e la Torre Medievale.

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All'epoca di Carlo d'Angiò

All'epoca in cui si concludeva la guerra di Carlo I d'Angiò contro Manfredi, a favore del primo, molti tra i nobili ed avventurieri che avevano seguito gli angioini, furono ricompensati con feudi, tra i quali figurava Valenzano.

Nel 1357 circa, troviamo come feudatario di Valenzano Nicolò Spinelli, che fu Gran Cancelliere del Regno di Napoli, Conte di Gioia e Consigliere della Regina Giovanna I ed ebbe anche il feudo di Roccaguglielma, Toritto ed altri feudi in Provenza.

Intorno al 1381 secondo il Garruba, Valenzano fu donata da Carlo III di Durazzo, a Riezio Clignetti.

Più tardi troviamo ancora citato il borgo di Valenzano, oggetto di continue successioni o vendite: intorno al 1417 fu, con il casale di Montrone, feudo di Nicolò Fusco, che nel 1440 lo vendette al barese Gargano Dottula.

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Prospetto della chiesa di S. Maria si S. Luca.


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Campanile della chiesa di S. Maria di S. Luca.

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Possesso di Valenzano intorno al 1443

Il possesso di Valenzano passa da
Giacomo Passarelli a Jachetto Mangliabeto do Gallipoli.


Nel 1443 il possesso di Valenzano va al signor Giacomo Passarelli; morto questi senza eredi, il feudo fu concesso dal Re Alfonso I a Jachetto Mangliabeto, di Gallipoli familiare del principe di Taranto Orsini, consigliere regio. Ciò si evince da un documento datato al 1455, nel quale per la prima volta Valenzano appare come "Castrum"; cioè cinto da mura. L'esistenza di una cinta muraria, tipico, manufatto della città, dal M.evo all'età moderna, ha in un primo tempo la semplice funzione di protezione degli abitanti, successivamente di protezione del comune, inteso come spazio socio-politico con caratteristiche autonome.




Via Muraglie: aspetto delle mura nei pressi del monastero delle benedettine, prima della loro demolizione.


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L'importanza delle mura

Le mura non svolsero tuttavia unicamente funzioni passive, infatti intorno ad esse sorgono attività di mercato, centri per la sosta o il ristoro, attività doganali, quindi si costruiscono complessi edilizi di carattere specifico, che poi sono destinati a costituire le premesse per la nuova espansione del borgo. Anche all'interno della cinta muraria l'edilizia si espande sino a ridosso di questa, per poi inglobarla nell'impianto urbano.


 

Notizie dell'epoca

Si ha notizia che in questo periodo, un certo don Nicola D'Agostino, prete in Valenzano, donò alla cappella di S. Lorenzo Grangia, all'epoca chiesa Maggiore del paese, ove oggi trovasi la chiesa di S. Maria di Loreto, un orto detto "palmento" a condizione che in suo nome si officiassero almeno due messe l'anno. Nei pressi di S. Lorenzo Grangia, si ha notizia che nell'anno 1543 Giantomaso Carafa fece costruire una strada pubblica.

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Interno della sacrestia della chiesa di S. Maria di S. Luca. La sala contigua presenta numerosi affreschi del '400, venuti alla luce recentemente, i quali fanno supporre che ci troviamo in presenza dell'originaria cappella.

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Dipinto del XVII secolo che affresca il porticato della chiesa di S. Maria di S. Luca.


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Stemma della famiglia Furietti.

Sotto v'è una lapide commemorativa della edificazione del convento del sec. XIV.

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